Jumpin Cherries
Inspiegabilmente lasciati in disparte rispetto a nomi italici maggiormente chiaccherati, gli spezzini meritano molta attenzione, sia per le loro musiche che per i loro testi. Le liriche in italiano sono molto curate, ed hanno il grande pregio di non essere per nulla invadenti rispetto alle musiche, cosa che purtroppo rovina spesso molti dischi nostrani; il lato che io preferisco in assoluto è però quello strumentale, dove la band ha fatto ulteriori progressi: gli intrecci delle due chitarre sono sempre molto riconoscibili, derivano sì dalla miglior scuola di Chicago, ma hanno un qualcosa di originale che mi permetterebbe di distinguerli tra mille. Una band particolarmente riflessiva, che in alcuni tratti riesce a cullare l’ascoltatore con arpeggi favolosi… (Emiliano Grigis)





